“Case incastrate nelle viscere della roccia, incollate l’una all’altra come in un presepe vivente, che raccontano storie di un’altra Napoli, simile a una città capovolta, labirintica e misteriosa con i suoi torrenti di pietra che scivolano verso il mare. Canyon metropolitano e antico letto del mitico Sebeto, il fiume caro agli Dei e ai Poeti.” (…) “Più che una strada, vertiginose ferite aperte nel tufo. Un solco irregolare e profondo, di quelli che solo il tempo scolpisce resistendogli e non cedendogli mai.  Antenne, panni stesi, cave di tufo, gradoni, misteriosi passaggi, rampe, portali in piperno, antichi fondaci, chiese, palazzi, edicole votive, umanità brulicante in un percorso curvilineo di appena 550 metri.”

Sono alcune delle testimonianze trovate in Rete sul “Cavone” (via F.S.Correra): una strada poco conosciuta dai Napoletani, sorprendentemente silenziosa (nonostante arrivi a Piazza Dante) e ammantata da una atmosfera davvero unica.

Su questa strada e sull’illustre generale nato e vissuto lì (che, sia detto per inciso, da piccolo, andava a leggersi i fumetti di guerra nella stanza dove oggi è ubicata la mia locazione turistica: Casetta Correra), insieme ad una mia amica, ho pubblicato un libricino (lo potete scaricare in PDF o acquistare on line); qui alcune righe.

C’è da restar delusi se si cercano nel Cavone le tante smaglianti bellezze del Centro di Napoli, già negli smartphone di frettolosi turisti. Anche perché la strada, si direbbe nasconda i suoi segreti rivelandoli solo a chi sa cercarli.

Come il modesto portone che, dopo un supportico basso e stretto, vi porta in un sorprendente gioco di scale e ballatoi, già set cinematografico del film “Into o Paradiso” che celebra una strada caratterizzata da una stupefacente coesistenza di gente di tutti i tipi, inclusi migliaia e migliaia di srilankesi. Un’altra meraviglia da scoprire

Come un angusto vicoletto nel quale, alzando gli occhi, si scorge un lussuoso giardino pensile. O palazzi con ingresso in via Correra e in un’altra strada sovrastante: “risorsa” nei secoli per numerosi malfattori. O una cappella, oggi sconsacrata, risalente alla seconda metà del XVI secolo…

Posti a volte ignorati nelle tante escursioni turistiche che da qualche tempo si stanno cominciando a fare nel Cavone. Che, ovviamente, si concentrano sulle già famose particolarità di questa strada quali: il Palazzo della Conigliera, i tanti giardini privati che la costeggiano (uno ospita un gigantesco esemplare di Ficus magnolioide: un albero che si fa notare , solitamente a febbraio, quando un assordante cinguettio annuncia che lì si sono posati storni di uccelli migratori), la sbalorditiva cava di tufo, (oggi una autorimessa) set di innumerevoli fiction, i numerosi fondaci, gli antichi acquedotti oggi visitabili, la bottega dove è nato l’Ischirogeno; un cordiale che, nel secolo scorso, fu uno dei più bevuti in Europa  grazie anche alla Coca in esso contenuto…

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